Nuova legge sulla Privacy. La tua azienda è aggiornata?

Nuova legge sulla Privacy. La tua azienda è aggiornata?

E’ allarme privacy per le aziende italiane. Manca poco all’entrata in vigore delle nuove regole sulla privacy previste dal GDPR (General Data Protection Regulation), il Regolamento europeo per il trattamento di dati personali n. 2016/679 entrato in vigore il 24 maggio 2016. Un appuntamento che porta moltissimi cambiamenti, soprattutto per le imprese, e al quale non si potrà sfuggire, perché anche se non ci sarà una norma di recepimento italiana sarà pienamente applicabile a partire dal 25 maggio 2018, sostituendo la direttiva 95/46/CE.
A questo importantissimo appuntamento moltissime aziende rischiano di arrivare impreparate e lo stesso vale per tanti libri professionisti e soprattutto per la Pubblica Amministrazione. Con il risultato, di conseguenza, di lasciare “scoperta” una quantità infinita di dati ben più sensibili di quelli che affidiamo ai social. 
Forse non tutti sanno che la Legge sulla Privacy 2.0 risale a due anni ed entrerà in vigore il prossimo 25 maggio. In tanti probabilmente avranno pensato alla solita soluzione all’italiana considerando che siamo il Paese del milleproroghe; invece niente, questa volta non ci sono proroghe. Sia nel pubblico che nel privato sono tutti in grandissimo ritardo, dalle piccole imprese alle multinazionali. Se guardiamo invece alla Pubblica Amministrazione il ritardo è ancora più grave e, in questo caso, basti pensare alla scuola che detiene, in Italia, i dati delicati di circa 8 milioni di studenti e dei rispettivi genitori e ad oggi ancora nessun preside ha ricevuto indicazioni dettagliate su come comportarsi.
Problema? Soluzione. BeMoreLab offre appunto soluzioni al settore pubblico quanto a quello privato, siano esse aziende o liberi professionisti. L’agenzia pubblicitaria, sempre particolarmente aggiornata circa le necessità delle aziende, mette a disposizione i propri professionisti per adeguare alla normativa che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio siti internet, database o moduli di raccolta dati.  
I rischi per le aziende. Il principio fondante di questa riforma è la “responsabilizzazione” dell’azienda o dell’ente titolari del trattamento, che sono liberi di valutare come conformarsi alla norma ma rispondono della correttezza del loro operato e avranno l’obbligo di dimostrare di essere conformi. Questo nuovo punto di riferimento della normativa sulla protezione dei dati personali impatta considerevolmente nell’organizzazione aziendale. In caso di rischi per la sicurezza dei dati andrà tempestivamente informato il Garante, che assume più poteri, e tra questi la possibilità di sanzionare gli inadempimenti con multe fino a 20 milioni di euro.

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